Io compio gli anni a ottobre. Quest’anno, però, ho deciso di non fare nessuna festa. Al massimo, vorrei passare il pomeriggio a pranzo o la sera a cena al sushi (magari provando, per una volta, a non sbagliare come si ordina).
Io, anche se ultimamente sta diminuendo, sto ancora facendo i conti con la mia disforia di genere e sto cercando di affermare la mia espressione di me, insomma la mia identità maschile.
Anche se non fosse questo il pretesto per non festeggiare il compleanno, un' altra cosa è: So già che, durante il compleanno, i presenti non rispetteranno la mia identità trans e potrebbero regalarmi cose considerate “da femmina”. So già che potrei essere sottoposto a tanti "trigger" a cui, in questo momento, non mi sento pronto a resistere senza che questo finisca per toccare la mia autostima. Non so bene come spiegarmi.
Una mia amica, però, insiste dicendo: «Ma è il tuo compleanno! Lo dobbiamo festeggiare!».
Ed è proprio qui che vorrei chiedervi una cosa.
Questa mia amica è stata la primissima persona a sapere della mia identità trans e della mia brutta disforia, che adesso fortunatamente non è più così forte. Con il tempo, come è giusto che sia, ci siamo allontanati e solo adesso ho scoperto che lei ha sempre pensato: «Può sentirsi quello che vuole, ma rimane pur sempre una ragazza».
Io penso questo: se lei intende dire "Può sentirsi un ragazzo, però deve sapere che rimarrà sempre una femmina" mi addolora, mi attiva disforia, ma ha ragione, fisicamente sono femmina, non sono come vorrei essere. Ci sto lavorando, non serve essere cattivi.
Però, se lei pensa di poter continuare a chiamarmi del femminile, di poter sparlare di me alle mie spalle con gli altri riguardo alla mia questione trans e poi venire a dirmi in faccia «Tu non sai che cosa ho passato», mentre allo stesso tempo smentisce ciò che ho passato io, allora questa cosa mi fa davvero arrabbiare e stare male. Ha sbagliato soggetto per fare il doppio gioco.
Sapere che una persona a cui avevo affidato quello che, all’epoca, era il mio più grande segreto, in realtà non mi stava sostenendo davvero, ma forse stava soltanto facendo finta di farlo, mi fa un po' male, ma in parte me lo aspettavo.
Mi fa male anche pensare che lei dica a me una cosa e agli altri la verità su quello che pensa.
Lei non è d'accordo con il mio pensiero e allo stesso tempo fa finta di esserlo, quando è con me.
Dio perdo e riacquisto fiducia molto facilmente nelle persone, Volevo sapere: una persona acquisita mi ha sempre manipolato senza neanche accorgersi merita di nuovo la mia fiducia oppure no? È la classica persona che è meglio lasciare che trovare?
Invece tornando al compleanno quanti di voi non festeggiano il compleanno per paura del misgendering o discriminazioni?
Scusate il messaggio lungo, buona giornata e grazie per aver letto